Gli aspetti a cui il consumatore presta attenzione, nell’acquisto di prodotti alimentari, stanno variando.

Dalle caratteristiche organolettiche, all’attrattività della confezione, al risparmio, via via nel tempo sono diventati sempre più importanti quelli legati alla sicurezza alimentare, spesso identificata in tracciabilità delle materie prime, e alla sostenibilità delle produzioni.

Come cambierà il nostro sistema alimentare?  Su questo blog vi ho già raccontato delle politiche europee finalizzate a ridurne l’impatto climatico. Per raggiungere l’obiettivo e correggere le distorsioni createsi anche in ambito sociale ed economico, è necessario ragionare in termini di filiera e sostenere le filiere locali.

Marchio FVGProprio in questa direzione va il marchio collettivo Io sono Friuli Venezia Giulia, voluto dagli Amministratori della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e gestito da Agrifood FVG.

Il nuovo marchio valorizza le produzioni agroalimentari regionali per la sostenibilità delle imprese, dei loro prodotti e dei servizi ad essi correlati, la tracciabilità dei prodotti, e crea un sistema di condivisione di dati.

Si sviluppa in tre varianti:

– Marchio Azienda, che identifica l’impresa agroalimentare

– Marchio Prodotto, che caratterizza i prodotti delle aziende in possesso del Marchio Azienda

– Marchio Servizi, che può essere richiesto da operatori commerciali e della ristorazione che rivendono o utilizzano prodotti con il Marchio Prodotto.

Quali sono le novità rispetto ai tanti marchi proposti in passato?

1 – La visione e condivisione di un percorso di crescita sostenibile che unisce i soggetti della filiera e la comunità. Il marchio non è infatti un traguardo perché richiede alle imprese un impegno anche per il futuro.

2 – La trasparenza perché attraverso un codice QR il consumatore potrà risalire alla provenienza delle materie prime dell’alimento che si accinge ad acquistare e a una serie di informazioni che evidenziano l’etica, la filosofia aziendale e il modo di operare del produttore.

3 – La semplicità di accesso e la poca documentazione richiesta alle imprese, grazie alla messa in rete di informazioni già a disposizione di istituzioni e organizzazioni pubbliche e alla digitalizzazione delle operazioni.

Vi sembra poco?

A mio avviso c’è un approccio rivoluzionario e per questo, pur prevedendo qualche possibile inghippo di percorso e la necessità di piccole modifiche, in senso più restrittivo, al regolamento di applicazione, mi auguro che le imprese colgano questa grande opportunità di cambiamento e vi aderiscano numerose.

Sarà poi compito di noi consumatori sostenerlo con le nostre scelte d’acquisto!

Se volete approfondire l’argomento, vi invito a seguire giovedì 5 novembre, alle ore 18,45, la mia intervista a Pierpaolo Rovere, direttore di Agrifood FVG, organizzata da Donne del cibo in diretta Facebook.

 

16 ottobre 2020