Cambiamenti climatici e maggior sensibilità ambientale fanno emergere l’importanza di una corretta gestione del verde arboreo nelle città e portano le Amministrazioni Pubbliche ad adottare Regolamenti Comunali che attribuiscano un valore economico agli alberi con metodi scientifici di calcolo.

Il perito agrario Mauro Zambon si occupa specificatamente di questi aspetti.

La valutazione dello stato sanitario e della stabilità degli alberi da parte di un professionista del settore,  anche con misurazioni strumentali avanzate, è fondamentale per individuare la necessità di eventuali interventi di tipo agronomico come trattamenti fitosanitari, concimazioni, potature, ma anche meccanici come per esempio il consolidamento della chioma.

Tali interventi consentono il mantenimento della salute e della stabilità delle piante evitandone la caduta, totale o parziale (rami) e riducendo così il pericolo di danni a cose e persone.

Purtroppo, in mancanza di alternative, può talvolta risultarne indispensabile l’abbattimento per motivi di sicurezza.

In generale i problemi sopraesposti sono ancora in parte sottovalutati, ma la sempre maggior frequenza di violenti temporali negli ultimi anni, sta facendo alzare il livello di attenzione.

Paradossalmente per troppa prudenza talvolta si interviene con potature eccessive che indeboliscono l’albero, rendendolo di fatto più esposto a stress fisiologici e complicanze conseguenti, come la carie del legno che fa diventare gli alberi più pericolosi.

Mauro racconta che la salute degli alberi è strettamente legata al contesto in cui si trovano e al loro vissuto; cioè essa dipende dalla sommatoria di ingiurie naturali e interventi umani poco rispettosi che la pianta ha subito.

Come per gli uomini, le piante di età avanzata corrono più rischi di ammalarsi. Il processo di invecchiamento, corrispondente ad un rallentamento della crescita, non dipende solo dalla specie, ma può invece variare in base alle condizioni di allevamento e cura a cui esse sono state sottoposte.

Tendenzialmente le specie di importazione (esempio pini e cipressi non europei, cedri dell’Atlante e dell’Himalaya), non trovandosi nel loro habitat naturale, invecchiano precocemente.

Le piante “anziane” sono poi meno reattive e quindi su di esse dovrebbero essere limitati interventi traumatici quali le potature.

La determinazione del valore di un albero

Il valore di un albero aumenta con:

– l’età (piante secolari o addirittura monumentali hanno un maggior valore),

.- la scarsa presenza della specie in quel contesto;

buone caratteristiche estetiche e fitosanitarie (es. forma, vigoria, ecc.);

– il posizionamento in centro urbano, in un punto strategico (es. piazza) soprattutto se in forma isolata (no gruppo o filare)

Non rientrano tra i parametri di valutazione gli aspetti affettivi inerenti eventuali legami  persone-alberi poichè troppo soggettivi e difficilmente misurabili.

Per una valutazione oggettiva è necessario innanzi tutto conoscere bene gli alberi e poi utilizzare metodi che definiscano in modo scientifico parametri e valori. Un esempio in tal senso può essere il metodo svizzero adottato in diverse città italiane, tra cui il Comune di Torino.

E’ comunque chiaro che il lavoro di stima deve essere svolto da figure professionali con competenze specifiche come il collega Mauro Zambon.

Premesso che la sua consulenza può interessare sia soggetti pubblici che privati, per maggiori informazioni potete contattarlo al numero 334 7007642 o scrivergli all’indirizzo maurozambon.th@gmail.com.

 

E per concludere, in onore agli alberi, voglio riportare una frase del filosofo francese Gilbert Cesbron :

Talvolta, un albero umanizza un paesaggio meglio di quanto farebbe un uomo.

Condividete anche voi questo pensiero?

 

29 marzo 2019