Lo spreco alimentare è un tema sempre più al centro dell’opinione pubblica.

Cosa si intende per spreco alimentare?

Secondo la Commissione Europea “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che – per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano – sono destinati ad essere eliminati o smaltiti”.

I dati presentati dall’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg il 5 gennaio 2019 a Roma, in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, evidenziano che il valore dello spreco in Italia è stato nel 2017 di 15.034.347.348 euro di cui:

– il 5,5% in campo,

– il 7% nell’industria,

– l’8,6 % nella distribuzione,

– ben il 78,9 % a livello domestico.

Nella spazzatura finiscono soprattutto pane, verdura, frutta, pasta, ma anche “scarti” che adeguatamente preparati potrebbero essere mangiati (es. croste di formaggio, buccia di verdure, ecc.) e che oggi i grandi chef utilizzano nelle campagne anti spreco come ingredienti delle loro ricette.

Le cause dello spreco

Sprechiamo soprattutto perché:

compriamo più del necessario, spesso indotti anche dalle “offerte”;

buttiamo i prodotti sulla base delle indicazioni di consumo riportate in etichetta anche se inalterati;

non conserviamo i cibi in modo adeguato,

non siamo capaci di utilizzare gli avanzi o di preparare un piatto con gli ingredienti disponibili.

Non ci deve consolare, ma uno studio di confronto fra vari paesi, condotto nel 2011 dal Barilla Center Food & Nutrition, aveva evidenziato che più spreconi di noi (108 kg pro-capite) a livello domestico erano i britannici ( 110 kg) e gli statunitensi (109), mentre risultavano più virtuosi i francesi (99 kg), seguiti con un buon distacco dai tedeschi ( 82 kg) e dagli svedesi (72 kg).

C’è però una bella notizia! Lo spreco in Italia sta diminuendo.

Se nel 2014 un italiano su due dichiarava di gettare cibo quasi ogni giorno, nel 2018 solo l’1% ha affermato di cestinare il cibo.  Sicuramente c’è una maggiore sensibilizzazione, ma credo che questo risultato dipenda in gran parte anche dalla crisi economica.

Lo spreco alimentare può infatti essere legato alla disponibilità finanziaria. Ad esempio è considerato inaccettabile nei paesi in via di sviluppo dove il reddito delle famiglie è molto basso.

Anche in Italia in passato il cibo aveva un grande valore e gli avanzi venivano sempre riciclati. Tante ricette della tradizione sono state messe a punto dalle nostre nonne proprio con ingredienti di recupero come fanno oggi i grandi chef.

Il mio libro di applicazioni tecniche femminili della scuola media (Io e la casa – S.Lattes & C. Editori Torino 1969) dispensava consigli per diventare “una buona padrona di casa”. Tra questi quello di compilare di giorno in giorno la lista delle vivande per fare gli acquisti con principi di razionalità e saggia economia. Forniva poi le dosi approssimative per persona degli ingredienti crudi e indicazioni per preparare nuovi piatti con gli avanzi.

Punto di partenza era il fatto che nulla doveva essere sciupato.

La legge anti spreco

Per contenere lo spreco nella filiera alimentare in Italia è stata introdotta la legge n.166 del 19 agosto 2016 che prevede:

– la cessione gratuita delle eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale,

– la promozione di modelli di consumo e di acquisto solidali e sostenibili,

campagne informative per prevenire la produzione di rifiuti, anche attraverso la possibilità per i clienti della ristorazione di portarsi a casa i propri avanzi di cibo

l’educazione nelle scuole ad una sana e sostenibile alimentazione.

Non va poi dimenticato il grave impatto ambientale (es. emissioni gas, consumo idrico, ecc.) di perdite e sprechi che deve essere considerato sull’intero ciclo di vita dell’alimento e che va ad influire anche sugli aspetti climatici di cui tanto si parla in questi giorni.

Lo spreco alimentare coinvolge dunque tutti noi.

Proviamo a riflettere sull’argomento e ad assumere nel nostro piccolo comportamenti sempre più corretti e responsabili!

 

26 marzo 2019