Le Latterie Sociali hanno favorito e caratterizzato la vita di molti paesi del Friuli Venezia Giulia.

Oggi andiamo all’Estero e pochi sono quelli che non emigrano:  e forse anche questi pochi, o tardi o tosto, dovranno vedere i propri figliuoli a prendere il sacco e andar nel Reggimento della Leggera!  Chi può dir di no? E se i lavori cesseranno, o che per qualche altro motivo dovessimo restar tutti in paese, come si presenterebbe l’avvenire?  Ov’è la rendita?  Se vi fosse invece la Latteria Sociale…”

Il  vecchio articolo a sostegno dell’apertura della Latteria Sociale di Vigonovo di Fontanafredda, da cui sono state tratte queste parole, evidenzia come all’inizio del secolo scorso la Latteria fosse uno strumento fondamentale per il sostentamento delle popolazioni locali. L’allevamento bovino e la trasformazione del latte in formaggio hanno di fatto garantito prima la sopravvivenza delle persone e poi, con lo sviluppo dell’agricoltura, un reddito alle imprese agricole.

La struttura, la solidarietà, la qualità del latte

Latteria sociale

Latteria Sociale Turnaria di Maron

L’edificio della latteria sociale era di solito articolato su due piani. Al piano terra c’erano l’area di ricevimento del latte e la sala di lavorazione con le caratteristiche caldaie in rame e, se non posizionati in un piano interrato, anche i locali per salatura, maturazione e stagionatura del formaggio. Al piano superiore c’erano invece l’abitazione del casaro e una stanza in cui periodicamente si ritrovavano i soci. Nella sala riunioni si creavano alleanze, si rafforzavano collaborazioni, ma si accendevano anche animate discussioni, a cui qualche volta mi è capitato di assistere, che spesso traevano origine da guerre e rancori mai sopiti fra famiglie del paese.

Dell’organizzazione delle latterie e dei cambiamenti intervenuti nel corso degli anni nel settore lattiero caseario della mia regione ho già ampliamente parlato negli articoli Storia di latte e formaggi e Un tuffo nel passato delle latterie sociali.

Dalla lettura dei vecchi verbali dei Consigli di Amministrazione emerge però anche il sostegno dato dalle Latterie a bisognosi e in termini generali alla comunità.

Il verbale del Consiglio di Amministrazione della Latteria di Palse di Porcia del 17 dicembre 1932 recita:

“…Poi lo stesso Presidente faceva sapere che con ordine emanato dal sig. Podestà di contribuire anche la nostra latteria con una giornata di formaggio per l’assistenza invernale, ma il Consiglio invece di formaggio stabilì di contribuire in denaro di £ 1,50”.

Probabilmente la necessità di cibo dei soci e delle loro famiglie aveva indotto in questo caso gli amministratori a preferire una donazione in denaro anziché in formaggio e aveva fatto trovare loro il coraggio di disobbedire alle disposizioni del Podestà.

Verbale maiale San Antonio

Verbale di riunione del Consiglio di Amministrazione della Latteria di Palse

Un’altra testimonianza di solidarietà è evidenziata nel verbale della seduta del 4 febbraio 1951 dove

“Il Consiglio prende le seguenti delibere:

1° di far celebrare una S. Messa per tutti i soci defunti martedì 13 c.m. alle ore 8

2° di fare il solito omaggio di una forma di formaggio al Parroco

di consegnare gratuitamente litri 10 di siero al giorno per il maiale di S. Antonio.”

Per chi non lo sapesse, il maiale di Sant’Antonio era l’animale alimentato e quindi allevato da tutto il paese per i poveri e per il Parroco.

Come ho già in parte raccontato nell’articolo Latte pulito per un buon formaggio, un problema che spesso la Latteria doveva affrontare e su cui doveva intervenire era quello della qualità del latte conferito e in particolare della sua pulizia. Un latte sporco può infatti causare fermentazioni anomale e gravi alterazioni del formaggio.

Nella deliberazione del Consiglio di Amministrazione della Latteria di Marsure del 25/5/1960 si dice che:

Il Consiglio di Amministrazione, presente il collegio sindacale invitati alla seduta i soci, il cui latte era stato sottoposto all’analisi dal Laboratorio prov. d’igiene di Udine, dopo aver comunicato loro l’esito singolarmente in base alla relazione del Laboratorio stesso, dopo aver deliberato di applicare un’ammenda relativa al responso è passato alla votazione per la multa da applicare. E’ risultato che ai soci il cui latte è stato contrassegnato da “sudiciume abbondante”(+++) dovevasi applicare £ 4200 – ai soci il cui latte è stato contrassegnato da “sudiciume sensibile” (++) dovevasi applicare una multa di £ 2100 – ai soci il cui latte aveva esito “sudiciume tollerabile” (+) dovevasi ammonire.

 L’identità di paese e di filiera

Il contesto prettamente rurale portava spesso la comunità del paese ad identificarsi con la latteria. Tale identità veniva ulteriormente rafforzata dalla vincita di premi nelle mostre concorso del formaggio organizzate in zona a Travesio, Fagnigola, Tiezzo, Pordenone, ma anche in tante altre località del Friuli Venezia Giulia.

Oggi nel pordenonese troviamo solo quattro storiche latterie sociali gestite direttamente dai soci produttori di latte. Tre di queste, Latteria Sociale Marsure, Latteria Sociale di Palse e Latteria Sociale di Maron stanno lavorando insieme per una sostenibilità economica, ma anche per far conoscere i valori su cui sono fondate che si riflettono direttamente sulle caratteristiche delle loro produzioni.

La presenza di tali filiere favorisce la vita sociale ed economica del territorio, valorizza le imprese e la professionalità degli operatori, garantisce un ambiente curato per la presenza di attività agricole e il rispetto delle tradizioni nel comparto lattiero caseario.

La pandemia ha accorciato le distanze fra consumatore e produttore e generato una nuova sensibilità, una maggior attenzione alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del nostro sistema alimentare. Di conseguenza le produzioni di filiere locali, che danno al consumatore la certezza della provenienza  della materia prima e dello sviluppo sullo stesso territorio di tutto il processo produttivo, stanno acquisendo maggior valore sul mercato e per questo anche le latterie sociali del pordenonese oggi possono guardare con più forza e positività al loro futuro.

 

2 settembre 2021